Cosa stabilisce la legge ceca in merito ai rapporti patrimoniali fra marito e moglie? Comunione legale, possibilità di convenzioni matrimoniali ed alcune differenze con la legge italiana.
Come nell’ordinamento italiano, anche in quello ceco il codice civile prevede l’istituto della comunione legale dei coniugi (společné jmění manželů).
Essa è costituita di diritto ed ha per oggetto, in linea generale, tutti i beni acquisiti da ciascun coniuge in costanza di matrimonio, con una numerosa serie di eccezioni. Tra di esse, rilevano soprattutto i beni acquisiti a titolo di successione o donazione ovvero scambiando beni di esclusiva proprietà di uno dei coniugi. Inoltre, non rientrano nella comunione anche i beni c.d. “personali” di ciascuno dei coniugi (cioè i beni che, per la loro natura, servono alle necessità personali di uno di essi). Nemmeno fanno parte della comunione alcune tipologie di beni ricevuti attraverso provvedimenti di restituzione (si tratta in particolare dei beni immobili che erano stati confiscati dalle autorità pubbliche durante il regime socialista). Per ciò che concerne più in particolare l’aspetto c.d. dinamico della comunione legale, la giurisprudenza ceca ha precisato che anche se uno solo dei coniugi ha pagato l’intero prezzo di acquisto di un bene, esso rientra comunque nella comunione legale laddove ciò sia stato espressamente e concordemente dichiarato dai coniugi nel testo del contratto (Corte Suprema, 22 Cdo 1658/98). Di recente, la Corte Suprema della Repubblica Ceca ha anche chiarito che la semplice presenza di somme ricadenti nella comunione legale su un conto corrente bancario non vale ad autorizzare il coniuge ad effettuare movimenti su tale conto, se l’autorizzazione non risulta dal contratto di conto corrente stipulato con la banca (Corte Suprema, 22 Cdo 2793/2006, 8 gennaio 2008)
La comunione legale non si limita però a regolare soltanto le vicende acquisitive del patrimonio dei coniugi. Essa, dal lato passivo, comprende anche i debiti contratti da ciascuno o entrambi i coniugi dopo il matrimonio. A ciò fa eccezione il debito assunto in relazione a beni non facenti parte della comunione legale e altresì tutti quei debiti che uno dei coniugi abbia contratto senza il previo consenso dell’altro, se tali debiti eccedono una misura “adeguata ai rapporti patrimoniali fra i coniugi”. Dei debiti della comunione rispondono ambo i coniugi secondo la regola della c.d. solidarietà passiva: il debito potrà essere chiesto, per il suo intero ammontare, a ciascuno di essi.
Il godimento e la manutenzione dei beni costituenti comunione legale è attribuita dalla legge ad entrambi i coniugi. L’amministrazione ordinaria spetta a ciascuno dei coniugi, mentre quella straordinaria deve essere esercitata di concerto con l’altro coniuge, pena nullità dell’atto eventualmente posto in essere. Il consenso del secondo coniuge è anche necessario perché uno di essi possa usare, in tutto o in parte, i beni della comunione per l’esercizio di un’impresa
Una volta costituita la comunione, la legge ceca concede ai coniugi la possibilità di modificarla attraverso convenzioni fino al punto di renderla sostanzialmente inoperante. Ad essi sarà perciò consentito di escludere dalla comunione, in tutto o in parte, alcune categorie di beni oppure di prevedere norme differenti per l’amministrazione del futuro patrimonio. A tutto ciò la legge ceca pone un solo limite, di carattere formale: la convenzione deve essere stipulato per atto pubblico (cioè notarile).
Sebbene i tratti fondamentali dell’istituto non presentino, in linea di principio, grandi differenze rispetto alla legge italiana, è certamente il caso di segnalare ai lettori italiani che la comunione legale ceca si estende ipso iure anche ai proventi dell’attività individuale dei singoli coniugi, mentre la legge lascia ai coniugi la discrezionalità di utilizzare liberamente tali proventi, limitandosi a prevedere che essi rientrano nella comunione solo al momento del suo scioglimento, laddove non siano stati consumati.
Massimiliano Pastore