Come promesso nell'ultimo numero, concludiamo, con questo numero, la trattazione del pegno e dei diritti reali su cose altrui. Passeremo perciò in rassegna le norme che regolano la vendita e l'estinzione del pegno, il "suppegno" e il diritto di ritenzione. Il lettore italiano dovrà tenere a mente che, come spiegato in precedenza, il termine "pegno" nel diritto ceco può indicare tanto un bene mobile quanto immobile.
Quali armi ha a disposizione il creditore pignoratizio (o ipotecario, nella terminologia italiana) il quale, scaduta l'obbligazione garantita, voglia realizzare le proprie pretese? Anzitutto, dovrà munirsi di un titolo esecutivo. Per far ciò, dovrà:
rivolgersi al giudice domandando l'adempimento dell'obbligazione garantita (žaloba na splnění závazku). Se il debitore non adempie nemmeno in forza della relativa sentenza di condanna (esecutiva e passata in giudicato), il creditore pignoratizio potrà procedere alla vendita del pegno; oppure
proporre, tramite azione di rivalsa (zástavní žaloba) ai sensi dei §§ 200y - 200a del codice di procedura civile, la vendita giudiziale del pegno (il provvedimento che dispone la vendita giudiziale è già esecutivo alla data del passaggio in giudicato); si tratta di un procedimento raccomandabile qualora il proprietario della cosa data in pegno sia soggetto diverso dal debitore; oppure
munirsi di atto notarile (o di esecutore) con clausola di esecutività diretta che autorizzi alla vendita del pegno.
In tutti i casi, il provvedimento del giudice (o l'atto notarile) funge da titolo esecutivo, in forza del quale il creditore potrà domandare l'esecuzione forzata ovvero, nei casi previsti dalla legge n. 26/2000 Coll., la vendita del pegno ai pubblici incanti. Non sembra dunque configurabile una procedura analoga a quella della vendita privata del pegno, prevista invece dal codice civile italiano.
Come nel diritto civile italiano, anche in quello ceco il pegno è un rapporto giuridico accessorio, e si estingue per effetto dell'avvenuta estinzione del rapporto principale: se, cioè, viene meno l'obbligazione garantita. Fra le altre cause di estinzione figurano il perimento del pegno e la sua rinuncia, l'avvenuto decorso del termine (se convenuto al momento della costituzione) il riscatto e, infine, l'accordo fra creditore e debitore (o proprietario del pegno), oltre le cause previste dalle leggi speciali.
L'unica causa che sembra meritare attenzione è il riscatto (vyplacení), disciplinato dal § 170, comma 1, lettera "e". Esso, in pratica, attribuisce al debitore (o al proprietario del pegno) il diritto di estinguere qualsiasi pegno in cambio del "versamento al creditore" di una somma pari al "prezzo corrente" (obvyklá cena) della cosa data in pegno. La formulazione della norma induce a pensare che non sia necessario il previo consenso del creditore. Invece non è così: la dottrina precisa che, affinché si perfezioni il riscatto, è necessario che il creditore abbia "accettato" la somma proposta dal debitore.1 Diversamente, si concederebbe al debitore il diritto di sbarazzarsi del pegno con la mera offerta di una somma da lui ritenuta corrispondente al "prezzo corrente". Più o meno assimilabile a ciò era, per la verità, la previsione del codice civile fino al 1 gennaio 1992: allora era sufficiente l'aver depositato la somma presso un notaio.
Col termine "suppegno" (podzástavní právo) l'ordinamento ceco indica il diritto che il creditore pignoratizio vanta su un credito concesso in pegno, qualora esso sia garantito da un pegno su una cosa. Supponiamo che A dia in pegno a B il suo credito verso la società C. Se il credito di A verso la società C è garantito da un pegno su un'automobile aziendale, B ha diritto di "suppegno" sull'automobile. Per la costituzione del "suppegno" è sufficiente la notifica scritta al proprietario della cosa (ovvero l'avvenuta intavolazione del diritto di suppegno, qualora si tratti di bene immobile). Dalla scarsa letteratura e giurisprudenza in materia, pare di comprendere che B abbia diritto di soddisfarsi, in secondo grado, dalla vendita dell'automobile, qualora il suo credito verso A sia rimasto insoddisfatto dalla vendita del credito verso la società C.
Il diritto di ritenzione ceco (zadržovací právo) è regolato dai §§ 175 - 180 del codice civile ceco, e ha carattere generale: qualora il creditore abbia "presso di sé" un bene mobile del debitore, potrà ritenerlo a garanzia del proprio credito, purché l'obbligazione sia già scaduta e la disponibilità del bene non sia stata acquisita illecitamente. Il diritto di ritenzione è, inoltre, causa di prelazione (anche rispetto ai creditori pignoratizi) e attribuisce al creditore, in sostanza, gli stessi diritti ed obblighi spettanti al creditore pignoratizio per ciò che concerne la custodia della cosa.
Massimiliano Pastore
Švestka, J., Jehlička, O., Škárová, M., Spáčil, J. a kol. Občanský zákoník. Komentář. 10. vydání. Praha: C. H. Beck, 2006, 1491 s.