Il Ministro per lo Sviluppo Locale propone nuove regole per la convocazione e le decisioni dell’assemblea condominiale. I balconi finalmente non più in comune?
Il Ministero per lo Sviluppo Locale ha elaborato una riforma dell’attuale legge “della proprietà delle abitazioni” (emanata nel 1994), proponendo con essa l’introduzione di alcune significative novità anche in tema di condominio negli edifici.
In linea con molti altri ordinamenti dell’Unione Europea (ma non con l’Italia, dove la questione è controversa), nella Repubblica Ceca il condominio è un ente provvisto di personalità giuridica, in grado di esercitare i diritti e contrarre gli obblighi derivanti dall’amministrazione dell’edificio. I condomini sono responsabili per le obbligazioni contratte dal condominio, in proporzione delle rispettive quote.
Un’interessante novità proposta è la possibilità di adottare la maggior parte delle decisioni attraverso consultazione scritta dei condomini, senza dover convocare l’assemblea. Escluse da questa possibilità sarebbero solo alcune decisioni, quali, ad esempio, l’approvazione del bilancio condominiale.
La riforma stabilisce poi una procedura di convocazione dell’assemblea da osservarsi se il regolamento condominiale non stabilisce diversamente. In particolare, l’avviso scritto di convocazione dovrà essere spedito almeno 15 giorni in anticipo sulla data di svolgimento e deve indicare i luoghi nei quali i convocati possono prendere visione dei documenti a cui si fa riferimento nell’ordine del giorno. Per l’adozione delle deliberazioni – salvo i casi in cui la legge prevede la regola dell’unanimità – è richiesto il consenso di tanti condomini che rappresentino la maggioranza di tutti i voti (la legge attuale richiede invece diverse maggioranze, secondo le materie oggetto della deliberazione).
Con l’approvazione della riforma, i balconi destinati all’uso di una sola unità abitativa cesserebbero finalmente di essere una parte comune dell’edificio, per diventare “parti comuni limitate”, delle quali il relativo proprietario può godere in modo esclusivo.
La riforma abrogherebbe poi il potere del giudice di disporre, su istanza del condominio, la vendita forzata dell’unità immobiliare nel caso in cui il suo proprietario abbia illegittimamente interferito nei diritti degli altri condomini, impedendone o limitandone in sostanza l’esercizio (e non conformandosi, altresì, ad un provvedimento del giudice). Al posto di ciò, si attribuirebbe al condominio la facoltà di promuovere un giudizio volto alla condanna alla cessazione degli atti, ed eventualmente alla rimozione delle loro conseguenze.
Il disegno di legge promosso dal Ministro Jiří Čunek è attualmente in fase di discussione al Governo. Se supererà il lungo iter legislativo, la riforma potrebbe entrare in vigore nel corso del 2009.
Massimiliano Pastore