La modifica della legge valutaria al vaglio del Parlamento. Se approvata, gli stranieri potranno essere proprietari di immobili senza restrizioni, ad eccezione dei fondi agricoli.
Con l'arrivo del 2009, spira anche il periodo transitorio di 5 anni concesso dall'Unione Europea alla Repubblica Ceca per mantenere in vigore alcune restrizioni a proposito dell'acquisto di "residenze secondarie" da parte di cittadini stranieri, in deroga al principio della libera circolazione dei capitali. In forza di questa concessione, gli stranieri che volevano acquistare immobili erano costretti a costituire società o munirsi del famoso "permesso di soggiorno per cittadino dell'Unione Europea". "I cittadini dell'Unione Europea hanno il diritto, non l'obbligo, di richiedere il rilascio del permesso" chiarisce, forse con ironia, il sito della polizia della frontiera.
La nozione di "residenza secondaria" è stata interpretata molto estensivamente, in questa Repubblica. Secondo il Ministero delle Finanze, vi rientra, in pratica, qualsiasi appartamento o abitazione familiare. Un famoso studio legale internazionale ha sostenuto che non è residenza secondaria la casa che uno straniero destina a sua principale abitazione, qualora egli non disponga di una casa propria nel suo Paese di origine. Fatto sta, che tutti gli stranieri si sono rassegnati a domandare un permesso di soggiorno (o a costituire società, a seconda dei casi), per evitare intoppi.
I lettori assidui di questa rivista probabilmente ricordano come il problema fu già affrontato da Progetto Repubblica Ceca tempo addietro. A distanza di circa due anni, la legge valutaria (legge n. 219/1995 Coll.), che impone le restrizioni a carico degli stranieri, è ancora in vigore. Il Governo ne ha proposto però l'abolizione dell'intero paragrafo 17, il quale, peraltro, invece di "residenze secondarie" fa praticamente riferimento a qualsiasi bene immobile diverso da fondi destinati ad uso agricolo. Abolito il paragrafo, l'acquisto di immobili diventerebbe finalmente possibile per tutti gli stranieri, senza necessità di domandare permessi di soggiorno o costituire società. La relazione di accompagnamento al disegno di legge spiega che l'abolizione è necessaria, in forza degli obblighi che discendono dai trattati comunitari. Il disegno di legge è in prima lettura presso la Camera dei Deputati.
Resteranno in vigore, per ancora due anni, le restrizioni a proposito dell'acquisizione di fondi agricoli e delle "foreste", per i quali l'Unione Europea ha concesso un periodo transitorio di 7 anni.
Massimiliano Pastore